TUTUKAKA - NIGHT POOR ISLANDS

DAY 1 - venerdì 06 marzo 2015

Giovedì sera verso le 1830 partenza da Pukekohe Auckland in direzione di Tutukaka. Tragitto di ca 240km, per un tempo stimato di 3,5ore. Ok, mi metto alla guida un po`titubante (eh già, qui si guida al contrario!!) e iniziamo a percorrere le svariate strade e stradine di campagna. Dopo qualche chilometro mi immetto nell'autostrada che porta dapprima ad Auckland ed in seguito verso il "Northside". Ovviamente appena giunti ad Auckland mi accorgo che siamo già in riserva, per cui prendo la prima uscita e…cerco un distributore di carburante. Impressa assai ardua. Già, prima svolta a destra e per poco non entro subito nella corsia sbagliata. Ooops! Ok, riprendiamoci; riparto dall'incrocio e mi immetto sulla corretta corsia. Troviamo il distributore, facciamo il pieno, e ripartiamo verso nord.

Il viaggio si snoda su un percorso costellato da colline, ponti e curve in rapida sequenza. Finita la nuova autostrada del nord ci immettiamo sulla Highway verso Whangarei. A Wirkworth ci fermiamo per cenare nel caratteristico Shark Bar, pub stile britannico. Io mi sazio con una bella portata di costine di agnello in salsa BBQ, Silvia invece si accontenta del pollo contorniamo da svariate verdure.

Nemmeno un'ora di pausa e si riparte! Poco oltre Whangarei iniziamo a renderci conto della natura selvaggia che caratterizza questo fantastico Paese. Per nostra fortuna la luna piena indica ampiamente la via da seguire. Qui le strade sono decisamente tortuose, non vi é un palo dell'illuminazione stradale e ed ogni salita o discesa corrisponde una curva destra e/o a sinistra.

Verso le 2245 giungiamo alla baia di Tutukaka; l'albergo si trova proprio di fronte al porto in cui stazionano decine e decine di barche a vela.

Ore 2330 finalmente a nanna.

Venerdì diana ore 0630. Preparativi veloci e diritti al piano terra dell'Ocean Hotel per una lauta colazione. Ore 0800 ci annunciamo presenti presso il diving center Dive!, situato a nemmeno 300m dal nostro albergo.

Qui i simpatici ragazzi della crew ci accolgono a braccia aperte e dopo le consuete pratiche amministrative mi riforniscono dell'equipaggiamento necessario, che a dirla tutta sembra praticamente nuovo!

Verso le nove saliamo sulla tipica imbarcazione per subacquei chiamata "El Tigre" e salpiamo in direzione delle Night Poor Islands. Tutto bene fino alla fine della zona portuale; eh sì, appena passata la barriera artificiale ci immettiamo praticamente in oceano aperto. Qui le onde si fanno subito minacciose innalzando ed abbassando la nostra piccola barca di qualche metro ad ogni sussulto d'acqua.

Un paio d'ore di navigazione non sempre facili da gestire per il nostro pilota-speaker, ma come i veri lupi di mare, siamo arrivai a destinazione sani (non tutti) e salvi. 

Alle 1105 con altri sette impavidi avventurieri mi lancio dalla barca e mi lascio sprofondare nelle profondità di questo piccolo paradiso marino.

Raggiungiamo la profondità di ca 27metri. Fin da subito possiamo notare, timidamente nascoste tra i vari coralli, alcune murene attorniate da una moltitudine di altri piccoli pesci che non sono riuscito a riconoscere. Avanziamo e raggiungiamo una fessura nella barriera alta all'incirca 5-6metri ma larga appena un paio. 

Una volta all'interno veniamo praticamente scaraventati dall'altra parte della parete e questo a causa della, secondo loro, leggera corrente marina!

Facciamo dietrofront e andiamo alla ricerca di piccoli, ma grandi in fascino, animaletti che popolano la barriera ed i fondali. Qui troveremo altre murene, pesci pietra, oltre a mille e mille altri organismi variopinti e cresciuti con forme le più impensabili. Dopo 45minuti risaliamo in superficie anche un po`infreddoliti; l'acqua in superficie  di 21gradi, e noi ci siamo tutti immersi con una bagnata da 7mm. Non sono un "fregiatt", ma le correnti mi han fatto soffrire un po' il freddo…eheh!

Dopo un deciso debriefing di cui non ho capito nemmeno una celebre "acca" mangiamo il lunch preparato dagli organizzatori.

Ore 1315 esibiamo nuovamente il pollice verso e giù, un'altra volta a -23m, questa volta nel centro dell'arco naturale che possiamo ammirare in superficie. In questa seconda immersione non vi é corrente per cui me la godo fino in fondo.

Qui possiamo goderci letteralmente una marea di pesci piccoli e meno piccoli, entriamo in una grotta per qualche metro e assaporiamo la sensazione di respirare l'aria a -10m grazie ad una sacca creatasi proprio all'interno della grotta.

Ritorniamo verso la barca osservando qua e là e dopo 45minuti rientriamo definitivamente sull'imbarcazione. 

Il tempo non é stato decisamente clemente nei nostri confronti, se non durante le pause sul posto.

Sia l'andata che il ritorno sono stati caratterizzati da un mare abbastanza impettito e da una pioggia battente che ci ha parecchio privati del gusto dell'osservazione dell'orizzonte lontano. 

Eh qui, grazie a onde mai viste e aria decisamente fredda qualcuno non ha resistito e, nonostante le nostre resistenze, ha voluto e dovuto provare i famosissimi sick-bag, sacchetti bianchi di carta che in ogni barca che si rispetti non possono mancare!!!

 

Alle 1600 spaccate (manco fossero Svizzeri sti Neozelandesi!) rientriamo in porto ed ognuno, chi felice della giornata e chi un po' meno a causa del proprio stomaco debolino, rientra al proprio "campo base".

 

See you later!

 

 

 

 

 

 

 

 

Le Night Poor Islands